volontari per i beni culturali
GRADISCA La città sotterranea ha svelato i suoi segreti per un giorno. Notevole consenso - una cinquantina di partecipanti - per la visita guidata alla fortezza e a Gradisca d'Isonzo promossa dal Gruppo archeologico goriziano ed inquadrata nell'ambito della manifestazione nazionale dei Gruppi archeologici d'Italia «Archeologia ritrovata». La manifestazione aveva lo scopo di promuovere la conoscenza dei cosiddetti «beni minori» che proprio in quanto tali rischiano di cadere nel dimenticatoio e di venire abbandonati a sè stessi. Il Gruppo archeologico goriziano, che dal 2006 lavora, assieme agli speleologi del Centro di ricerche carsiche Seppenhofer di Gorizia, al progetto «Gradisca sotterranea», volto allo studio e alla conoscenza della fortezza, ha deciso ancora una volta di portarne sotto i riflettori la storia, per sensibilizzare e tentare di promuovere un recupero di strutture imponenti da troppo tempo ignorate. L'obiettivo è completare la mappatura di tutti i cunicoli e camminamenti interni alla vasta fortificazione composta da sette torrioni che la tradizione (ma anche alcune ragionevoli supposizioni tecniche) vuole in realtà essere tutti comunicanti fra loro, in un dedalo di corridoi e passaggi dimenticati nel tempo, alcuni completamente sconosciuti, altri ostruiti da cedimenti strutturali». Il Centro Seppenhofer di Gorizia già alcuni decenni or sono aveva provveduto a catastare almeno in parte il «ventre sconosciuto» della fortezza gradiscana: lungo la sua cinta muraria correvano una serie di camminamenti che collegavano i vari punti salienti della difesa della città fra cui le due porte. Una di era la Porta di Allemagna o Porta Vecchia, che, sul finire del XIV secolo venne inglobata nel Torrione di San Giorgio.
da Il Piccolo (Gorizia), 14 ottobre 2009