volontari per i beni culturali
GRADISCA. Continua a far discutere il caso del ritrovamento, durante i lavori in corso in piazza Unità, di alcune fondamenta dell’antica cinta muraria della Fortezza, risalente alle fine del XV secolo. Il Gruppo archeologico goriziano, che già in altre occasioni ha imputato al Comune una scarsa attenzione nei confronti dei beni storico-architettonici, in una nota lancia pesanti accuse sulla gestione del ritrovamento dei reperti archeologici: «Nel corso dell’incontro con il sindaco Tommasini di venerdì mattina – si legge nella nota – il vicepresidente nazionale dell’associazione Ambiente Italia Ettore Ribaudo ha richiesto al primo cittadino se il Comune disponesse delle necessarie autorizzazioni, compresa la Vas (Valutazione ambientale strategica, un processo finalizzato a integrare considerazioni di natura ambientale nei programmi, ndr). Il sindaco è apparso piuttosto imbarazzato, allorché il suo collaboratore preposto (il direttore generale Gianluigi Savino, ndr) ha dimostrato di non sapere di che cosa si stesse parlando. E soprattutto di non aver fatto eseguire la Vas, che consiste in una sorta d’imprimatur che la sezione beni archeologici deve concedere. Allo stato attuale, i Carabinieri di Venezia e la Soprintendenza di Trieste da loro sollecitata, si stanno interessando al caso, su cui ci manterremo informati». Il Gruppo archeologico prosegue il proprio intervento sottolineando che «durante il colloquio Ribaudo ha sottolineato con estrema chiarezza i rischi a cui Tommasini si espone autorizzando lavori privi del giusto iter. In effetti, da cittadini rispettosi del proprio patrimonio culturale ci domandiamo se salvare quel tratto di mura fosse impossibile, magari ricorrendo a una superficie trasparente come quella di Grado». In chiusura, una considerazione sul castello: «Poiché pare che i tempi per il passaggio del manufatto dal demanio militare all’amministrazione comunale siano imminenti, speriamo che quest’occasione sia uno spunto di riflessione per il futuro. Gradisca è l’unica cittadina, oltre a Gorizia, che possa vantare la presenza di un imponente castello: dal momento che un intervento di riqualificazione s’impone come necessario, sarà bene che a tale scopo concorrano le persone più competenti. Sarà fondamentale appoggiarsi su competenze consolidate e svolgere gli interventi di recupero con la consapevolezza che siamo soltanto temporanei custodi di un patrimonio che è, in realtà, proprietà dei nostri discendenti».
Giuseppe Pisano
da Messaggero Veneto (Gorizia), 14 febbraio 2010