volontari per i beni culturali
Non rallenta l'attività del Centro ricerche carsiche Seppenhofer. Domenica, approfittando di una giornata quasi primaverile, gli speleologi goriziani nell'ambito del progetto Gradisca sotterranea hanno iniziato un improbo lavoro di pulizia delle mura del castello di Gradisca d'Isonzo. " stata una dura giornata di lavoro, ma ne è valsa la pena visto che alla fine, dopo aver "disboscato" una parte delle mura, quelle rivolte verso la polveriera veneta, sono venute alla luce due aperture con grate in ferro del tutto sconosciute, visto che la vegetazione le aveva fino a oggi del tutto occultate. Spinti dall'entusiasmo del socio Gino Marcigaglia, gli speleologi si sono calati dall'alto delle mura con tecniche prettamente speleologiche e hanno così potuto liberare le mura dell'antico maniero da una quantità enorme di vegetazione che in alcuni punti aveva già compromesso la stabilità del manufatto: si pensi che, tra le fenditure delle mura, era cresciuto addirittura un albero di grosse dimensioni. Come si sa, da tempo il Centro ricerche carsiche Seppenhofer, assieme al Gruppo archeologico goriziano, sta portando avanti un progetto di ricerca di eventuali cunicoli o sotterranei presenti nell'area urbana di Gradisca d'Isonzo. In quest'ottica, il castello della cittadina della fortezza è stato oggetto di accurate indagini, anche bibliografiche, atte a individuare la presenza anche minima di qualche ipogeo. Sino a oggi le sorprese non sono mancate e come era già stato riferito in altre occasioni sul giornale, gli speleologi su segnalazione di alcuni abitanti hanno potuto esplorare alcuni pozzi e vecchi scantinati ricavati da vecchie gallerie sotterranee. I responsabili del Seppenhofer, pertanto, fanno un caldo appello a tutti coloro che sono a conoscenza dell'esistenza di eventuali sotterranei o pozzi all'interno dell'area urbana di Gradisca, di segnalare la loro presenza a Gino Marcigaglia, socio del gruppo e titolare dell'omonimo negozio di ottica in via Ciotti.
da Messaggero Veneto (Gorizia), 18 marzo 2009