volontari per i beni culturali
Le parole, contenute in una bella canzone di Franco Battiato, "Lettera al governatore della Libia", riassumono molto bene lo spirito con cui i nostri soldati affrontarono la campagna coloniale in Libia, intrapresa dall'Italia nei primi decenni del '900: una campagna dura, difficile, osteggiata dalla popolazione locale che oppose una strenua resistenza all'invasione e per questo sub" pesantissime perdite, sia in termini di vite umane sia di privazione della propria libertà. Una campagna coloniale molto rapida a cui fa seguito una faticosa occupazione. Il controllo effettivo della Libia a opera del fascismo con personaggi di spicco come Badoglio e Graziani è un capitolo dimenticato o perlomeno trascurato nei libri di storia, proprio per non compromettere "l'immagine" che la consuetudine ha contribuito ad affermare e di questi protagonisti e della nazione italiana, nonostante studi approfonditi effettuati da esperti abbiano messo in luce ormai da anni le molte e inquietanti ombre sull'operato delle massime cariche italiane in quei frangenti. Si tratta di uno degli episodi più scomodi con cui il nostro Paese deve ancora fare i conti, seppur tra mille polemiche, non ultima quella sollevata dall'arrivo del colonnello Gheddafi in Italia, presentatosi con la foto della cattura da parte degli italiani di Omar al-Mukhtar (nella foto, un discendente), eroe della resistenza libica fino al 1931. Proprio con il fine di far conoscere meglio come si svolse veramente la campagna libica e il punto di vista opposto, il Gruppo archeologico goriziano ha tenuto ieri, alle 21, nella sala 2 del Kinemax di Gorizia, un incontro aperto al pubblico e gratuito, intitolato "La quarta sponda - documenti e cinema sulla conquista della Libia tra storia e propaganda". Nell'arco della manifestazione, condotta da Giacomo Cavalli, sono state ripercorse le vicende principali della conquista coloniale della "quarta sponda", accompagnate dalla visione di alcune sequenze cruciali del film "Il leone del deserto", di Moustapha Akkad, frutto di una collaborazione tra Libia e Stati Uniti, uscito nel 1981 ma mai distribuito in Italia. Sono state analizzate le diverse "verità", così come le riportano il film e i testi, sia specialistici sia no, cercando di delineare una visione unitaria che tenga conto delle contraddizioni spesso esistenti tra le diverse fonti.
da Messaggero Veneto (Gorizia), 11 luglio 2009