Gruppo Archeologico Goriziano

dei Gruppi Archeologici d'Italia

volontari per i beni culturali

rassegna stampa / articolo

Piazza Sant'Antonio, i resti al cimitero

I resti umani rinvenuti in piazza Sant'Antonio in seguito agli scavi per i lavori di riqualificazione dell'area saranno trasferiti oggi al cimitero centrale. A mezzogiorno è prevista la benedizione delle spoglie, che saranno conservate in tre cassette di zinco nel deposito del camposanto. A impartire la benedizione dei resti, risalenti con ogni probabilità a sepolture effettuate 600 anni fa e venuti alla luce circa un mese fa, sarà il parroco della parrocchia dei Santi Ilario e Taziano, don Sinuhe Marotta. Già alle 11 gli operai dei servizi cimiteriali del Comune inizieranno le operazioni che archivieranno per il momento la vicenda, preparando le cassette di zinco in cui saranno conservate le ossa. Una volta benedetti, i contenitori saranno appunto trasferiti nel deposito del cimitero. Secondo quanto ricostruito dal Gruppo archeologico goriziano, in piazza Sant'Antonio sorgeva il più antico cimitero di Gorizia. Già nel XIII secolo vi si trovava una chiesetta in rovina, dedicata a San Marco oppure secondo alcune fonti a Santa Maria. Sui resti di questa è stata poi edificata la chiesa di San Francesco dei frati minori conventuali, con annesso cimitero e convento. La struttura rimase operativa fino al XVIII secolo, quando un decreto imperiale impose la soppressione degli ordini religiosi: così il cimitero fu smantellato e alcuni corpi di nobili furono trasferiti in altre chiese cittadine. Al posto della chiesa di San Francesco fu eretta nel 1823 quella di Sant'Antonio, senza cimitero e inserita nel chiostro, con accesso sia dalla piazza che da palazzo Lantieri. Sempre in base a quanto rilevato dal Gruppo archeologico goriziano la storia del sito doveva essere ben nota, considerando che fino a una trentina di anni fa a Vienna circolava una stampa in china color seppia raffigurante piazza Sant'Antonio: sul lato sinistro dell'immagine, non molto lontano dal porticato attuale, appare un campanile alto circa 15 metri di cui oggi non c'è traccia. Il Gruppo archeologico goriziano ha già espresso il proprio malcontento per il mancato coinvolgimento nelle operazioni di raccolta e di studio dei resti. Come rilevato in una nota del sodalizio, l'attuale progetto di riqualificazione prevedeva uno stanziamento per ricerche archeologiche. La soprintendenza si era riservata di attendere la fine del lavoro per decidere se ricoprire, mettere in vista o sottovetro, segnare con dei corsi di pietra la pianta della chiesetta: al momento l'ipotesi prevalente è quella del ricoprimento delle strutture, di cui forse rimarrà a vista soltanto il perimetro segnato in pietra sul cemento della rinnovata piazza. Al di là della delusione per il fatto di essere stati tagliati fuori dal recupero, il gruppo è amareggiato per il disinteresse dimostrato nella valorizzazione di un pezzo della storia millenaria di Gorizia, nonostante la stessa cittadinanza abbia seguito con coinvolgimento il rinvenimento delle spoglie.

Francesca Santoro

da Messaggero Veneto (Gorizia), 31 luglio 2009