volontari per i beni culturali
Nasce
spontaneamente a febbraio 2011 il Coordinamento
delle associazioni contro l’ascensore
di Gorizia per prendere posizione pubblica comune in merito al
progetto dell'impianto di risalita al Castello di Gorizia, da
noi ritenuto per molte ragioni inutile, diseconomico, deturpante
il patrimonio paesaggistico e culturale. L'inizio dei lavori
sulla collina del castello ha fatto sì che si crei, dopo singole
iniziative dei gruppi attivi anche da 10 anni sul tema,
una sinergia di sforzi.
Fanno parte del Coordinamento, al momento, le associazioni: Ambiente Italia, Forum per Gorizia, Gruppo Archeologico Goriziano, Gruppo Scout Agesci Gorizia 2, Gruppo Storico Principesca Contea di Gorizia, Italia Nostra (sez. di Gorizia) e Legambiente (Gorizia). Per partecipare al Coordinamento basta contattare uno dei gruppi sopraccitati. Vai alla scheda...
Nell'ambito
dei lavori della nuova piazza antistante al Teatro di Gradisca
d'Isonzo viene ritrovata – dal momento che li correva il tratto
abattuto delle mura cittadine – il basamento della cinta, largo
qualche metro. Lo scavo in profondità è previsto per la realizzazione
(esattamente sopra l'antico tracciato) della fontana e della
vasca antincendio del teatro.
L'intervento del G.A. Goriziano su segnalazione e con la collaborazione dell'associazione Ambiente Italia, per quanto tempestivo (qualche ora), non è servito a salvare il manufatto sopra il quale ora troneggia la fontana. Un'analisi della documentazione del progetto – ora nelle mani del Nucleo Tutela del Patrimonio dei Carabinieri – ha fatto emergere punti oscuri in merito alle autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici ed Architettonici che verranno verificate nelle indagini in corso.
Lo splendido convento di San Valentino eretto nel 1650 quale collegio per
le Suore Addolorate per ora è scampato ad una devastazione degli ambienti
interni. Attualmente di proprietà del Demanio Militare, in uso, come "Caserma
Enrico Reginato", al Distretto Militare di Udine (di prossima soppressione)
doveva essere "adattato" agli usi militari (non compatibili con
gli ambienti originali).
Il G.A. Goriziano, con una raccolta firme (cartacea ed elettronica) e sottoscrizioni da tutta Italia è riuscito a mobilitare la Soprintendenza del F.V. Giulia – ignara di tutto – ed a bloccare i lavori: un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito all'iniziativa. Vai alla scheda...