Gruppo Archeologico Goriziano

dei Gruppi Archeologici d'Italia

volontari per i beni culturali

Tutela del patrimonio

Ascensore di Gorizia [2011 - in corso]

Il Coordinamento delle associazioni contro l’ascensore nasce nel Febbraio 2011 per raggruppare le associazioni che intendono prendere posizione pubblica comune in merito alla realizzazione della funicolare che dovrebbe collegare p.zza Vittoria al Castello di Gorizia, in quanto opera inutile, antieconomica e di fortissimo impatto ambientale-paesaggistico. L'inizio dei lavori sulla collina del castello ha fatto sì che si crei, dopo singole iniziative dei gruppi attivi anche da 10 anni sul tema, una sinergia di sforzi. Sottoscrivi on-line la petizione contro la realizzazione di quest'opera; se sei un'associazione interessata ad aderire al Coordinamento contattarci.

c/o Ass. Italia Nostra Onlus - Sez. di Gorizia
Casella postale 132
34170 Gorizia
coasgo@gagoriziano.org
www.gagoriziano.org/coasgo

Associazioni aderenti
Ambiente Italia
Forum Cultura
Gruppo Archeologico Goriziano
Gruppo Culturale Mediaart
Gruppo Scout Agesci Gorizia 2
Gruppo Scout Agesci Gorizia 3
Principesca Contea di Gorizia
Italia Nostra – Gorizia
Legambiente Gorizia
WWF Isontino "Eugenio Rosmann"

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XIII comunicato stampa del CoAsGo, 15 gennaio 2012

Il Coordinamento delle Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera effettuare delle precisazioni in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Romoli e dall’Assessore Devetag sugli ulteriori sviluppi della questione “impianto di risalita” per il castello di Gorizia.

Riteniamo innanzi tutto doveroso precisare che il Coordinamento ha soltanto segnalato alla Regione la mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale – a nostro parere doverosa anche perché obbligatoria per opere di questa tipologia e portata, secondo normative regionali, nazionali ed europee – e che è stata la Regione stessa ad ammettere poi la necessità di avviare quantomeno uno screening per verificarne l’assoggettabilità. Pertanto il “ritardo” nella realizzazione dell’opera non va tanto attributo alla nostra segnalazione quanto alla necessità di espletare tali procedure amministrative, poi conclusesi con un clamoroso “buco nell’acqua” in quanto la Regione stessa, conun decreto alquanto ambiguo, ha “colto la palla al balzo” per approvare l’intera opera nonostante lo screening, e le relazioni per esso inviate dal Comune – alquanto fumose, incomplete, fuorvianti (analizzano aspetti marginali tralasciando e sottodimensionando le analisi di alcuni importanti elementi di valutazione previsti per legge) e superficiali, anche nella loro stesura (sono presenti numerosi errori ortografici) – dovessero essere relative alla sola variante n.2. Inoltre i “ritardi”, se il Comune avesse fatto uno serio e sistematico studio preliminare dell’area interessata dal cantiere, avrebbero potuto essere pienamente previsti, e forse anche evitati, almeno per ciò che concerne il rinvenimento dei resti archeologici, dato che si tratta dell’area di insediamento più antica della città.

Troviamo comunque alquanto “singolare” che l’Amministrazione Comunale, pur avendo ottenuto questo importante risultato dal punto di vista procedurale, che gli consente di proseguire apparentemente “a cuor leggero” con i lavori e di liberarsi di una notevole “palla al piede” come può esserlo una Valutazione di Impatto Ambientale, abbia sottaciuto questa notizia e si sia ben guardata dal diffonderla ai media, che sono stati informati soltanto dal Coordinamento di questa novità, quasi come se ne avesse timore e ritenesse meglio che la cosa passasse sotto silenzio, pur andando a suo netto vantaggio.

Resta il fatto che il blocco del cantiere attivato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici lo scorso Luglio, ancora pienamente operante nella zona interessata dai rinvenimenti archeologici ma non su tutto il tracciato della risalita, lo sarà almeno fin quando non sarà stata elaborata un’ulteriore variante di progetto che metta in sicurezza i resti murari rinvenuti la scorsa estate: variante che obbligherà nuovamente l’Amministrazione Comunale a ripetere tutto l’iter per sottoporla a screening ai fini di Valutazione di Impatto Ambientale.

Nel frattempo – oltre ad integrare con i nuovi decreti del Servizio V.I.A. della Regione la documentazione fornita a supporto dell’esposto da noi presentato alla Procura della Repubblica – ci doteremo di strumenti che ci consentano – con metodologie serie e convalidate e supportate da algoritmi matematici elaborati appositamente per lo studio e la valutazione dell’efficacia di opere volte alla fruizione dei beni culturali – di stimare con precisione un bilancio “costi-benefici” dell’intera opera nel suo complesso, della sua reale efficacia e delle sue ricadute economiche. Analisi, questa, mai compiuta da nessuna delle Amministrazioni che si è occupata nel corso degli anni dell’ascensore per il castello, e che non può essere stimata “a spanne” solo sugli alquanto risibili e dubbi dati forniti sugli ingressi al maniero dall’Assessore Devetag, inspiegabilmente orgoglioso di un “calo dei paganti non superiore all’8%”.

XII comunicato stampa del CoAsGo, 23 dicembre 2011

Il Coordinamento delle Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera inviare i propri auguri per le ormai imminenti festività natalizie alla città di Gorizia, ed in particolare ai suoi amministratori comunali, fornendo loro uno spunto per un possibile utilizzo “intelligente”, più attrattivo e probabilmente anche molto più redditizio, dell’area del colle del castello destinata alla costruzione della funicolare: la soluzione da noi prospettata nella cartolina potrebbe efficacemente coniugare lo sventramento della collina con il cambiamento climatico globale, aprendo nuovi, inaspettati scenari, sullo sviluppo turistico della città. Il Coordinamento fa altresì presente che, nonostante il “colpo di spugna” con il quale il Servizio V.I.A. della Regione FVG ha chiuso il procedimento, dichiarando che non solo la variante n. 2, ma l’opera nel suo complesso, non necessitano di alcuna Valutazione di Impatto Ambientale, il blocco del cantiere attivato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici lo scorso Luglio è ancora pienamente operante, e lo sarà almeno fin quando non sarà stata elaborata un’ulteriore variante di progetto che metta in sicurezza i resti murari rinvenuti la scorsa estate. Confidiamo pertanto nell’azione di sorveglianza esercitata dalla Soprintendenza, e nelle indagini in corso da parte della Procura della Repubblica dopo la presentazione dell’esposto da noi elaborato, affinché gli aspetti più oscuri dell’intero iter progettuale vengano finalmente messi in luce e non venga fatto ulteriore scempio dei già molto scarsi fondi pubblici. Da parte nostra continuiamo la nostra opera di studio e monitoraggio ed invitiamo tutti i cittadini a segnalarci eventuali anomalie sul cantiere, nel quale, vogliamo ricordare, fino a rimozione del blocco dei lavori da parte della competente Soprintendenza, sono consentite solo ed esclusivamente operazioni di consolidamento del terreno, causa la sua intrinseca instabilità.

XI comunicato stampa del CoAsGo, 17 settembre 2011

Il Coordinamento della Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera rendere noto che, in data 16 settembre 2011, è stato presentato da parte delle associazioni aderenti formale esposto alla Procura della Repubblica di Gorizia in merito alla progettazione e alla realizzazione dell’impianto di risalita, per far sì che l’autorità giudiziaria competente valuti i fatti presentati, avvii le procedure e prenda i provvedimenti che riterrà opportuni, considerando tutti i possibili risvolti legali sotto il profilo civile, amministrativo e penale.

In particolare l’esposto verte su tre punti cardine, cioè l’assenza di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per l’intera opera nel suo complesso, le procedure di scavo archeologico e di tutela dei beni culturali e l’assoluta mancanza di analisi economiche costi/benefici, in pieno contrasto con i principi di buona amministrazione derivanti dal perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità.

Date le argomentazioni, nelle quali le associazioni – dopo un accurato e sistematico studio delle varie fasi progettuali durato circa sei mesi – hanno ravvisato possibili elementi di gravissime irregolarità, oltre che alla Procura della Repubblica si è deciso di inviare l’esposto, in ottemperanza alle rispettive competenze, anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia e al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Gorizia per ciò che concerne i risvolti economico-finanziari e il possibile danno erariale, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Udine per l’accertamento di possibili danni ambientali e al Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Venezia per l’accertamento di eventuali danni alle preesistenze storiche accertate e a quelle recentemente rinvenute.

Le associazioni aderenti al Coordinamento, disposte a costituirsi parte civile per i danni ambientali, storico- culturali ed erariali commessi nei confronti della Repubblica in caso di avvio di procedimenti giudiziari, continueranno comunque la loro opera di sorveglianza dei lavori – attualmente fermi da luglio –, di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza e di segnalazione di possibili irregolarità alle autorità competenti, in primis presentando le proprie osservazioni ai fini della procedura di screening per la Valutazione di Impatto Ambientale, anche se attualmente limitata alla sola variante progettuale varata lo scorso agosto e non estesa all’intero progetto dell’impianto di risalita come richiesto dall’ufficio competente della Regione FVG. 

X comunicato stampa del CoAsGo, 1 settembre 2011

Il Coordinamento della Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera rendere noto che, a fronte delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Ettore Romoli e riportate dal Piccolo in data 4 luglio u.s. sulla non necessità della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), il Comune di Gorizia in data 17 agosto u.s. è stato costretto ad inviare al Servizio preposto della Regione uno studio preliminare ambientale ai fini della verifica di assoggettabilità alla V.I.A. Tale studio preliminare non riguarda però, come avrebbe dovuto e richiesto dalla Regione, l’intero progetto di accesso diretto a Borgo Castello, ma solo una sua minima variante, varata in data 10 agosto 2011, che non tiene assolutamente conto dei vincoli imposti dalla Soprintendenza sui resti murari rinvenuti lo scorso giugno, affermando al contempo che potrebbe essere necessaria un’ulteriore variante progettuale.

Il Comune – non obbligato per legge a dare notizia ai media dell’avvio di tali procedure ma solo a pubblicarle sull’Albo Pretorio – data la rilevanza del progetto, il dibattito e l’interesse pubblico da questo suscitato, avrebbe dovuto coinvolgere l’intera cittadinanza, come più volte membri della sua Giunta avevano promesso di fare con assemblee pubbliche di presentazione del progetto (Il Piccolo, 10 febbraio 2011), infine mai realizzate. Il coinvolgimento sarebbe essenziale e strategico, dato che la Commissione, per decidere la necessità o meno di avvio delle procedure di V.I.A., tiene conto anche di consultazioni e conferenze pubbliche, dibattiti ed osservazioni presentati da comuni cittadini, e non solo dei rilievi effettuati dai tecnici del settore. Questo atteggiamento di assoluta mancanza di trasparenza conferma ancora una volta l’assenza, da parte dell’Amministrazione Comunale, dell’effettiva volontà di creare un dibattito costruttivo su un’opera pubblica così controversa e contestata.

Il Coordinamento delle Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia si premurerà di presentare alla Commissione apposita le proprie osservazioni in merito alla realizzazione dell’impianto di risalita entro la scadenza dei 45 giorni dalla pubblicazione di avvio della procedura, prevista per il 1° ottobre p.v., ed invita tutti i cittadini interessati all’argomento a fare altrettanto o a contattarci per poter esporre le proprie critiche e proposte. Per gli interessati la comunicazione di avvio della procedura è rintracciabile sul sito dell’Albo Pretorio del Comune di Gorizia al link http://www3.comune.gorizia.it/sites/default/files/A906- 11_08_2011.pdf.

IX comunicato stampa del CoAsGo, 19 luglio 2011

Il Coordinamento della Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera effettuare delle puntualizzazioni in merito alle ultime dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Ettore Romoli sul blocco completo a tempo indeterminato del cantiere per la costruzione delle funicolari per il castello di Gorizia.

Nonostante difatti quanto dichiarato dal Sindaco il blocco non è stato “graziosamente concesso” dall’Amministrazione Comunale, ma è stato imposto dalle Soprintendenze – nelle prerogative e competenze delle quali rientrano appieno anche questo tipo di azioni a tutela del nostro patrimonio culturale – per approfondire le indagini archeologiche ed evitare di danneggiare possibili altri reperti eventualmente ancora sepolti nell’area del cantiere; ciò è confermato dal fatto che quando il Coordinamento aveva per la prima volta dato notizia dei ritrovamenti archeologici il Sindaco aveva affermato seccamente che i lavori nell’area non sottoposta a scavo archeologico sarebbero comunque andati avanti.

Singolare è anche notare come il Sindaco avesse inizialmente dichiarato che i ritrovamenti “sono soltanto un imprevisto” per poi ripensarci ed affermare che “si tratta di un evento ampiamente prevedibile”: viene spontaneo chiedersi perché, in caso avessero realmente previsto una tale evenienza – effettivamente quantomeno da “intuire” conoscendo un minimo la storia della città, visionando stampe antiche e sapendo che il colle non è mai stato sottoposto ad indagini archeologiche sistematiche pur essendo l’insediamento più antico della città – non abbiano effettuato dei sondaggi preliminari magari con carotaggi random dell’intera area.

Inoltre la sorveglianza archeologica allo scavo, seppur pagata dal Comune, non è stata da questo richiesta, ma imposta come “conditio sine qua non” per la realizzazione delle funicolari dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici già nel 2003 ai tempi del progetto definitivo: che si tratti di un’imposizione “poco gradita” ai fini della rapidità di realizzazione dell’impianto lo dimostra il fatto che, a cantiere già ampiamente avviato, lo scorso gennaio la dott.ssa Mandruzzato non era ancora al corrente dell’inizio dei lavori ed ha dovuto premurarsi in prima persona di contattare il Comune, dietro sollecitazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici – alla quale avevamo segnalato tale “discrepanza” –, per venire a conoscenza del fatto che i lavori di scavo erano già partiti senza la sua supervisione.

Il primo cittadino asserisce da un lato di voler valorizzare i ritrovamenti archeologici, ma ammette anche di aver già chiesto l’autorizzazione all’abbattimento del muro ritenuto di “minore importanza”, sacrificando per l’ennesima volta un pezzo di storia alla furia demolitrice-edificatrice che ha già mietuto in un recente passato altre “vittime illustri”, come la chiesa più antica della città, rimasta sepolta sotto Piazza Sant’Antonio. Se si fosse previsto di toccare qualcosa di delicato (e di volerlo effettivamente valorizzare una volta venuto alla luce) perché non si è pensato per le funicolari ad un binario fuori terra poggiato su elementi puntuali come fatto per l’ascensore di Lubiana, che si “appoggia” letteralmente agli antichi resti murari senza averne richiesto la demolizione?

A questo punto ci auguriamo che gli addetti ai lavori possano effettuare tutti i dovuti accertamenti e le indagini del caso sui ritrovamenti senza subire indebite pressioni dovute al lievitare dei costi che comporta un cantiere fermo e l’ipotesi – ormai quasi certezza – costituita dalla necessità della variante di progetto. Nel frattempo il Servizio V.I.A. della Regione, che da noi avvisato sul blocco del cantiere ha già preso contatto con le Soprintendenze, provvederà ad accertare la correttezza dell’iter procedurale del progetto, gli eventuali danni subiti dall’ambiente e dalle strutture preesistenti e ad avviare lo screening per V.I.A., fondamentale in particolare per la variante di progetto.

Invitiamo infine nuovamente il Sindaco ad un confronto pubblico sulla problematica “ascensore”, o quantomeno a non confondere volutamente le acque rilasciando dichiarazioni contrastanti quando interpellato, e soprattutto a rispondere sul merito dei problemi sollevati e non sviando il discorso attaccando ed apostrofando chi si oppone al progetto sul personale – atteggiamento tipico di chi è a corto di valide argomentazioni da opporre – come ha fatto nel corso dell’intervista radiofonica trasmessa lo scorso venerdì 15 luglio al TG-R delle 7.20.

VIII comunicato stampa del “Coordinamento delle Associazioni contro l’ascensore di Gorizia”, 2 luglio 2011

Il Coordinamento della Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera effettuare delle puntualizzazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa e in sede di Consiglio Comunale dal Sindaco Ettore Romoli sul doppio procedimento aperto nei confronti del Comune dal Servizio V.I.A. della Regione FVG riguardo le funicolari per il castello.

Nonostante difatti l’attribuzione da parte del Sindaco delle valutazioni del Servizio V.I.A. ad un “semplice disguido burocratico”, tale Servizio, l’unico competente in Regione, ha stabilito in modo inequivocabile che il progetto doveva essere sottoposto a tale procedura dietro richiesta del Comune stesso quale Ente promotore dell’opera, e non del Forum per Gorizia, né tantomeno del Coordinamento delle Associazioni che se n’è poi effettivamente occupato. Ciò denota l’assenza di effettiva volontà nel collaborare col Servizio V.I.A. stesso - da noi edotto sulle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal Sindaco e sulla presenza di scavi archeologici in corso, di cui era del tutto all’oscuro -, suffragata dal fatto che fino allo scorso 4 luglio, a 20 giorni dalla notifica al Comune di avvio delle procedure d.d. 14 giugno, il Comune non aveva fornito alcuna documentazione ai responsabili dell’istruttoria, e costituisce un pessimo esempio da offrire ai cittadini, che per apportare modifiche anche minime alle proprie abitazioni private sono invece obbligati a sottoporle a numerose autorizzazioni, mentre un progetto della mole delle funicolari risulta essere assolutamente privo di una delle più importanti.

Il Coordinamento, che vigilerà costantemente affinché tutti gli accertamenti necessari per Legge siano espletati, fa inoltre notare che se il progetto “ascensore” dovesse essere bocciato sarà onere del Comune ripristinare lo status quo ante l’inizio del cantiere: la collina non potrà rimanere così com’è attualmente, per motivi di “decoro urbano” ma soprattutto alla luce del serio rischio di problemi di staticità e di possibili frane, che si sarebbero comunque potute realizzare in qualsiasi momento durante lo svolgimento dei lavori e non solo come conseguenza del loro blocco da noi richiesto, come dichiarato dal Dott. Romoli, in quanto il colle del castello è definito “area ad alto rischio di instabilità geostatica tale da limitarne l’utilizzo urbanistico” (studi di zonizzazione geologica effettuati per la variante al PRGC del 2001).

Si sottolinea anche che, a differenza di quanto affermato sempre dal Sindaco, i due progetti esecutivi del 2005 e del 2010 non sono affatto identici, e questo è facilmente deducibile anche solo dalla mole di tavole: appena 21 per quello del 2005, ben 117, cioè quasi cinque volte di più, quelle del 2010. Si rileva infine che la sollecitudine con cui il Sindaco ha rilasciato le ultime dichiarazioni in risposta alla nostra conferenza stampa del 2 luglio u.s. non si è però verificata quando al Comune è stata notificata la “falla procedurale” costituita dalla mancanza della V.I.A., né quando sono stati rinvenuti i resti archeologici, notizie delle quali solo il Coordinamento ha provveduto ad informare prontamente la stampa e con essa l’intera popolazione. Ciò denota la scarsa trasparenza dell’Amministrazione sull’intera vicenda “ascensore” e la precisa volontà di non coinvolgere affatto la cittadinanza, confermata dalla mancata risposta alla nostra richiesta di assemblea pubblica di presentazione del progetto - rimasta del tutto inascoltata, nonostante un membro della Giunta, l’Ass. Del Sordi, avesse promesso di indirne una già in febbraio - e suggellata definitivamente dall’accertamento della mancanza della V.I.A., per l’espletamento della quale sono tra l’altro richiesti studio, presentazione alla stampa, audizioni pubbliche, partecipazione e osservazioni dei cittadini, da noi effettuati come Coordinamento ma completamente disattesi dall’Amministrazione Comunale.

note tecniche

Il Coordinamento della Associazioni contro l’Ascensore di Gorizia (CO.AS.GO.) desidera effettuare delle puntualizzazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa e in sede di Consiglio Comunale dal Sindaco Ettore Romoli sull’ apertura, da parte del Servizio Valutazione Impatto Ambientale della Regione FVG, del doppio procedimento di screening per la verifica di assoggettabilità alla V.I.A. e di valutazione della significatività dei mutamenti arrecati all’ambiente dalle opere già realizzate per la costruzione delle funicolari per il castello di Gorizia.

Nonostante difatti le asserzioni del Sindaco in merito a tali procedimenti, per lui non necessari, e la sicurezza ostentata sulla correttezza dell’iter procedurale seguito finora dal progetto, nonché l’attribuzione delle valutazioni del Servizio V.I.A. ad un “semplice disguido burocratico”, tale Servizio, l’unico veramente competente in materia in Regione, si è espresso in maniera chiara ed univoca: il progetto andava sottoposto a procedura di screening per V.I.A. prima della sua messa in opera. Le dichiarazioni del Primo Cittadino risultano quindi ancora più gravi, in quanto doveva essere il Comune stesso a richiedere, in quanto Ente proponente l’opera, che questa fosse sottoposta a procedura di V.I.A. - e non il Forum per Gorizia, come provocatoriamente affermato dal Dott. Romoli, né tantomeno il Coordinamento delle Associazioni che se n’è poi effettivamente occupato -, denotando palesemente l’effettiva mancanza di volontà nel collaborare con il Servizio V.I.A.. Questa mancanza di collaborazione è suffragata anche dal fatto che, almeno fino allo scorso lunedì 4 Luglio, a 20 giorni di distanza dalla notifica al Comune di apertura dei procedimenti d.d. 14 giugno 2011, ai funzionari della Regione responsabili dell’Istruttoria non era ancora pervenuta alcuna documentazione sul progetto, né tantomeno la relazione dettagliata sullo stato dei lavori richiesta. Inoltre tale atteggiamento, posto in atto dall’Amministrazione Comunale, sprezzante e poco rispettoso del ruolo che Enti di controllo come il Servizio V.I.A. svolgono, risulta essere di pessimo esempio per i cittadini, obbligati spesso a richiedere numerose autorizzazioni per lavori anche minimali sulle proprie abitazioni pena sanzioni ingenti, mentre un Ente Pubblico come il Comune per un progetto della portata delle funicolari si può permettere di eludere o evadere le stesse norme a cui i cittadini sono sottoposti.

Se questa situazione di “stallo procedurale” non dovesse mutare a breve torneremo a chiedere nuovamente la sospensione totale ed immediata dei lavori, attualmente fermi sul tragitto della funicolare per garantire la sicurezza dello scavo archeologico, fino a che tutti gli accertamenti obbligatori per legge non saranno stati espletati, ed in caso questi accertamenti boccino il progetto vogliamo ricordare che sarà onere del Comune stesso provvedere al ripristino dei luoghi allo stato antecedente l’inizio dei lavori, come recita proprio l’articolo 21 della legge 43/1990: certamente la collina non potrà rimanere deturpata e sventrata così com’è attualmente, per motivi di “decoro urbano” ma soprattutto alla luce del serio rischio di problemi di staticità e di possibili frane - ammesso dal Sindaco solo in questa circostanza come possibile esito del blocco dei lavori per far ricadere le responsabilità delle gravi conseguenze su chi lo ha richiesto e non su chi lo ha materialmente favorito e provocato - ma a noi noto e da sempre denunciato, in quanto le perizie geologiche classificano il colle del castello come “area ad alto rischio di instabilità geostatica tale da limitarne l’utilizzo urbanistico” (dagli studi di zonizzazione geologica effettuati per la variante al PRGC del 2001).

Si sottolinea anche che, a differenza di quanto affermato sempre dal Sindaco, i due progetti esecutivi del 2005 e del 2010 non sono affatto identici, e questo è facilmente deducibile anche solo dalla mole di tavole: appena 21 per quello del 2005, ben 117, cioè quasi sei volte di più, quelle del 2010.

Il Coordinamento ha comunque provveduto ad informare con sollecitudine i responsabili dell’istruttoria del Servizio V.I.A. sulle dichiarazioni pubbliche rese dal Sindaco ed anche sui lavori di scavo archeologico e studio in corso sul cantiere per i ritrovamenti effettuati lo scorso 30 giugno - ritrovamenti di cui peraltro erano del tutto all’oscuro -, invitandoli a contattare quanto prima le Soprintendenze ai Beni Archeologici e ai Beni Architettonici, soprattutto vista la probabile necessità, per garantire l’integrità e la conservazione di tali resti, di una variante di progetto all’esecutivo in fase di realizzazione, come preannunciato dallo stesso Soprintendente ai Beni Architettonici, Arch. Luca Rinaldi. Il Coordinamento inoltre si terrà in costante contatto, fornendo la propria collaborazione, con tutti gli Enti attualmente coinvolti sia nella verifica dell’iter seguito dal progetto che nello studio e nella tutela dei resti storici appena emersi.

Si rileva infine con estrema amarezza la sollecitudine con cui il Sindaco ha prontamente rilasciato le ultime dichiarazioni in risposta alla nostra conferenza stampa del 2 luglio u.s. riguardo i problemi creati dalla realizzazione delle funicolari: altrettanta sollecitudine non si è però verificata quando al Comune è stata notificata la “falla procedurale” costituita dalla mancanza della V.I.A., né quando sono stati rinvenuti i resti archeologici, notizie delle quali solo il Coordinamento ha provveduto ad informare prontamente la stampa e con essa l’intera popolazione. Ciò denota la scarsa trasparenza dell’Amministrazione sull’intera vicenda “ascensore” e la precisa volontà di non coinvolgere affatto la cittadinanza, ulteriormente confermata dalla mancata risposta alla nostra richiesta di assemblea pubblica di presentazione del progetto - rimasta del tutto inascoltata, nonostante un membro della Giunta, l’Ass. Del Sordi, avesse promesso di indirne una già in febbraio - e suggellata definitivamente dall’accertamento della mancanza della verifica di assoggettabilità alla V.I.A., per l’espletamento della quale sono tra l’altro richiesti studio, presentazione alla stampa, audizioni pubbliche, partecipazione e osservazioni dei cittadini, da noi effettuati come Coordinamento ma completamente disattesi dall’Amministrazione Comunale.

VII comunicato stampa del “Coordinamento delle Associazioni contro l’ascensore di Gorizia”, 2 luglio 2011

Il Comitato contro l'Ascensore al Castello di Gorizia (CO.AS.GO.) rende noto che, a seguito della segnalazione fatta da Legambiente al Servizio Valutazione Impatto Ambientale delle Regione, risulta che il progetto dell'accesso diretto al Castello tramite funicolare doveva essere soggetto ad una procedura autorizzativa, detta verifica di assoggettabilità, con lo scopo di accertare se gli impatti del progetto fossero tali da richiedere ulteriori e più approfondite indagini mediante la cosiddetta Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Pertanto la Regione ha disposto che il progetto sia ora sottoposto a questa procedura di verifica e che vengano individuati tutti i mutamenti fin qui arrecati all'ambiente dal cantiere (il decreto di avvio del procedimento è pubblicato sul sito della Regione Friuli Venezia-Giulia al link http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/AT9/ARG6/FOGLIA4/allegati/vpa5.pdf). Il Comitato ha anche richiesto al Presidente della Regione la sospensione dei lavori per effettuare le dovute valutazioni al fine di verificare eventuali irregolarità procedurali.

Il Comitato rende anche noto che, a seguito di un’ispezione congiunta, effettuata dalle Soprintendenze ai Beni Architettonici, nella persona del Soprintendente stesso Arch. Luca Rinaldi, e da quella ai Beni Archeologici, nella persona della Dott.ssa Paola Ventura, i lavori per la realizzazione della funicolare sono stati bloccati lo scorso giovedì 30 giugno: durante la fase di scavo lungo il tracciato sul quale dovrebbe sorgere l’impianto sono difatti emerse antiche preesistenze murarie, giudicate dagli addetti ai lavori di notevole interesse e valenza storico-archeologica, tali da richiederne uno studio più approfondito e sistematico e una salvaguardia che, molto probabilmente, obbligherà i progettisti ad ideare una variante rispetto all’esecutivo del 2010, attualmente in corso d’opera, variante che dovrà anch’essa essere sottoposta al vaglio di tutti gli enti preposti e competenti in materia.

Il Comitato, prendendo atto della situazione e configurandosi un’irregolarità amministrativa rappresentata dall’iter burocratico, inequivocabilmente incompleto, a cui è stato sottoposto il progetto, con gravi risvolti ambientali, economico-finanziari e storici, soprattutto alla luce dei recenti, significativi ritrovamenti archeologici, si riserva eventuali azioni legali.

Lettera al sindaco, 3 giugno 2011


Ettore Romoli, Sindaco di Gorizia
Egregio Signor Sindaco,
sul colle del Castello proseguono i lavori per la realizzazione degli impianti di risalita meccanica, ma la maggior parte dei cittadini non ha che un'idea molto approssimativa di ciò che si vuole realizzare. In più di un'occasione, membri di questa Giunta hanno stigmatizzato – giustamente - la scarsa pubblicità di cui ha goduto finora il progetto, e hanno dato per imminente una sua presentazione pubblica ai cittadini. Non abbiamo motivo di dubitare della sincerità di tali affermazioni e siamo convinti che, se tale presentazione non sia ancora avvenuta, ciò sia dovuto solo a difficoltà contingenti.

Nel frattempo, per sopperire alla mancanza di materiale illustrativo (plastici, disegni, viste...) che permetta anche ai non addetti ai lavori di farsi un'idea dell'impatto ambientale e paesaggistico dell'opera, alcuni nostri Soci hanno realizzato dei semplici disegni ed elaborazioni fotografiche che abbiamo esposto al pubblico in Corso Verdi dal 21 al 29 maggio scorsi e che sono disponibili in formato elettronico all'indirizzo www.gagoriziano.org/coasgo (vedi sotto).

Con la presente poniamo senz'altro a Sua disposizione tali elaborati, che pur se non esaustivi ci sembrano fedeli al progetto e di buona qualità, e Le offriamo tutto il nostro supporto se Lei vorrà finalmente indire, entro breve, una pubblica assemblea per illustrare ai cittadini il progetto dell'ascensore ed i costi cui si va incontro, e per fugare i dubbi che molti – noi compresi – hanno sollevato. Pur sapendo che il Comune ha mezzi e risorse ben superiori alle nostre, che si riducono all'impegno volontario dei Soci, all'occorrenza siamo disponibili anche ad aiutare l'Ammini- strazione nel reperimento di un'idonea sede per lo svolgimento dell'assemblea nonché nel divulgare l'invito alla cittadinanza.

In attesa di un Suo cortese riscontro, Le porgiamo i nostri distinti saluti.

Il progetto della funicolare

Alla luce della più volte rinnovata promessa di presentare alla cittadinanza il progetto dell’impianto di risalita verso il castello di Gorizia, finora sempre disattesa, esporrà nelle ore diurne del 21 e 22 maggio 2011 una ricostruzione di quello che sarà l’impatto visivo dell’opera una volta completata.

La ricostruzione, effettuata dopo aver studiato l’ultimo progetto esecutivo del 2010, attualmente in fase di realizzazione, ha unicamente lo scopo di presentare ai cittadini quello che, con buona approssimazione, diverrà l’aspetto definitivo e non più reversibile del colle del castello a lavori ultimati, affinché essi possano, finalmente, prenderne visione:

prima tavola
seconda tavola

L’iniziativa completa idealmente la manifestazione “Oh, che bel castello…”, svoltasi in P.zza Vittoria lo scorso 19 marzo con notevole successo di pubblico, e si prefigge di informare con sempre maggiore accuratezza la popolazione, affinché quest’ultima sia nelle migliori condizioni per potersi fare un’opinione ed effettuare conseguentemente un bilancio dei costi e dei benefici che l’ “ascensore” dovrebbe apportare alla città. Invitiamo quindi la popolazione a prendere visione degli elaborati grafici e delle ricostruzioni, che verranno appositamente esposti per due giorni consecutivi in un luogo facilmente raggiungibile e centrale.

"Oh che bel castello..." – comunicato stampa

Il 19 marzo 2011 il Coordinamento delle Associazioni Contro l'Ascensore di Gorizia ha portato in piazza Vittoria la manifestazione "Oh che bel castello...". La giornata di sensibilizzazione sul tema della funicolare goriziana si divideva in due momenti: nel primo pomeriggio ha avuto luogo una serie di approfondimenti sul progetto, il contesto storico e ambientale e le criticità dell'opera, mentre in parallelo i più piccoli sono stati coinvolti in un gioco a tappe sul castello e la sua storia; nel secondo momento invece si è svolta una passeggiata guidata fino al castello, con digressioni storiche ed architettoniche sulla città medievale e il suo borgo. L'iniziativa ha visto la partecipazione di circa trecento cittadini, oltre ai numerosi passanti fermatisi a consultare il materiale esposto sui banchetti allestiti per l'occasione ed a firmare la petizione contro la costruzione della risalita meccanica.

Quest'opera, e l'opposizione alla sua realizzazione, non è certo cosa recente: come dichiarato dal sindaco Romoli, l'idea dell' "ascensore" nasce con la giunta Valenti, viene quindi approvata dalla giunta Brancati e infine messa in atto dall'attuale amministrazione. Le singole associazioni, che solo da qualche mese si sono riunite nel Coordinamento, denunciano l'insensatezza del progetto già da dieci anni (è del 2001 l'articolo di Italia Nostra che si oppone all'impianto di risalita).

Come esposto negli approfondimenti a cura delle varie associazioni, i motivi di questa presa di posizione sono molteplici e, volendoli approfondire tutti, richiederebbero un'intera giornata di lavori. Tra questi vogliamo ricordare che manca uno studio ed un progetto di sviluppo turistico e culturale del castello e del suo borgo a giustificazione di una risalita meccanica che, in altre epoche, era motivata da una realtà socio-economica del centro cittadino molto più vivace. Vorremmo vedere l'impatto paesaggistico dell'opera, la cui presentazione viene rimandata sistematicamente dal 2010 e che avrebbe dovuta esser fornita assieme al progetto dieci anni fa; vorremmo conoscere con precisione i costi annui di gestione, che saranno a totale carico della comunità, e infine i dati in merito al flusso turistico che dovrebbero ripagare la città di questo investimento. Non sono mancati però suggerimenti propositivi: un'analisi dei costi ha permesso di presentare un progetto alternativo di collegamento tra piazza e castello tramite bus elettrico, mentre uno studio del sistema museale ha rilevato i punti critici (accessibilità, fruizione, pubblicizzazione) che, con costi irrisori, sarebbero ovviabili.

In attesa dell'annunciata assemblea da parte della Giunta, volta a illustrare l'impianto di risalita nel suo complesso, continueremo con attività di sensibilizzazione sul problema, come più volte richiestoci dai numerosi partecipanti alla giornata di sabato.

Coordinamento delle Associazioni contro l'ascensore di Gorizia

Primo comunicato stampa del “Coordinamento delle Associazioni contro l’ascensore di Gorizia”, 9 febbraio 2011

Poniamo alla vostra attenzione il progetto di realizzazione di un triplice impianto di risalita tramite funicolari che l'attuale Amministrazione Comunale di Gorizia sta portando avanti per collegare il Castello che sovrasta la città e la sottostante Piazza Vittoria, contro il quale sette associazioni di Gorizia e provincia operanti in vari ambiti – tra le quali il Gruppo Archeologico Goriziano, sezione locale dei Gruppi Archeologici d'Italia – si sono riunite, dando vita ad un “Coordinamento delle Associazioni contro l'Ascensore di Gorizia”.

L'opera, finanziata con i fondi che erano stati stanziati per celebrare, nel 2001, il millenario della città - e che secondo la Legge Regionale con la quale era stato concesso il finanziamento nel lontano 1999 dovevano servire alla riqualificazione del Borgo Castello -, consiste nella realizzazione di 3 funicolari, della rispettiva capienza di 40, 10 e 8 passeggeri; tali impianti verrebbero collocati nello spazio derivato dallo sbancamento parziale della collina sulla quale si trovano il Castello e l'annesso parco, prevedendo l'abbattimento di un tratto delle mura del Castello stesso e l'utilizzo di un torrione per collocarvi la terza funicolare, nonché la realizzazione di un “belvedere panoramico”: il tutto per superare un dislivello di una settantina di metri e nonostante esista già una via di accesso dal centro cittadino, per altro anch'essa attualmente in via di riqualificazione.

Vista anche la riprovazione nel 2010 da parte dell'attuale Amministrazione Comunale del Referendum proposto in merito - referendum che avrebbe evidenziato come una larga fetta della popolazione locale sia contraria alla realizzazione degli impianti - il Gruppo Archeologico Goriziano, Ambiente Italia, Italia Nostra, Legambiente, il Forum per Gorizia, il Gruppo Scout Agesci Gorizia 2 e l'associazione Principesca Contea di Gorizia hanno deciso di manifestare pubblicamente la loro totale contrarietà nei confronti di quest'opera per i motivi sotto elencati:

Non si deve inoltre dimenticare che il colle sul quale poggia il Castello, in quanto pesantemente bombardato, costituisce un serio pericolo per chiunque si proponga di effettuarvi lavori di qualsiasi tipo, se non adeguatamente sminato e bonificato in via cautelativa: opere, queste, non previste in alcun punto della progettazione degli impianti di risalita.

Abbiamo potuto appurare che con un bus elettrico che copra la stessa tratta delle funicolari e 100.000 € annui (il costo delle opere di manutenzione ordinaria che gli impianti richiederebbero ogni anno, senza contare i possibili guasti) si garantirebbero 5 o 6 ore al giorno di servizio navetta dal centro cittadino al Castello per tutto l'anno, mentre con i bus tradizionali e lo stesso budget si garantirebbero una trentina di corse al giorno da distribuire sulle 24 ore, che potrebbero essere organizzate con una corsa ogni 10 minuti per un totale di 6 corse all'ora coprendo 5 ore, con una corsa ogni 15 minuti per un totale di 4 corse all'ora coprendo circa 7 ore, oppure ancora con una corsa ogni 20 minuti per un totale di 3 corse all'ora coprendo 10 ore al giorno.

Alla luce di ciò esprimiamo quindi le nostre forti perplessità  in merito al costo del biglietto che il pubblico dovrà pagare per usufruire degli impianti di risalita - necessario quantomeno a garantire quei 100.000 € annui di costi di gestione - il quale si affiancherà  ai 3,00 € di ingresso al Castello: riteniamo che l'impianto sia già  in partenza in perdita e ciò è stato di recente anche indirettamente confermato dalle ultime dichiarazioni dell'Assessore alla Mobilità Urbana. Ci chiediamo perciò come il Comune intenda coprire  il disavanzo dei costi di gestione che già prevede ci saranno.

Il Gruppo Archeologico Goriziano, e con esso l'intero Coordinamento, ritiene che sia importante portare all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale questo scempio culturale, paesaggistico e finanziario, tramite qualsiasi mezzo di comunicazione a nostra disposizione (è già disponibile un video), lavorando in contemporanea sulla sensibilizzazione dei cittadini con varie iniziative, attualmente in fase di progettazione.

Qualora riteneste valide, opportune e condivisibili le considerazioni e le azioni già intraprese in merito, vi chiediamo di sottoscrivere questa petizione di protesta contro la realizzazione delle funicolari di risalita del Castello di Gorizia, per far arrivare agli amministratori locali del Comune di Gorizia un messaggio forte e chiaro in merito alla gestione, quantomeno discutibile, che stanno attuando del denaro pubblico e del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.

La sottoscrizione può essere effettuata dal sito
www.gruppiarcheologici.org/save/
,
oppure direttamente dal link
www.gruppiarcheologici.org/save/ascensoregorizia/

Grazie della collaborazione.

Gruppo Archeologico Goriziano per il
Coordinamento delle Associazioni contro l'ascensore di Gorizia